Home / Le radici della separazione
Ritornare a essere umani con Ubuntu (umanità)
Elybra edizioni
296
15x19
21,00€
21/05/2026
9791282039086
”Abbiamo dimenticato lo spirito che unisce tutte le cose, ma conserviamo vivo, seppure inconscio, il bisogno di manifestarne la vibrazione e la frequenza, anche se in un’altra forma e in un altro contesto, per ricordarci la sorgente: il fatto che esisto se sono in relazione all’altro. Alle nostre radici, non c’è separazione“.
In un tempo di crisi profonda, in cui il mondo sembra muoversi verso una polarizzazione sempre più estrema, l’autrice accompagna il lettore dentro le radici della separazione che attraversano l’essere umano: tra razze e popoli, tra maschile e femminile, tra corpo e spirito, tra realtà oggettiva e interpretazioni basate su costruzioni mentali.
Attraverso un intreccio di esperienza personale, lavoro terapeutico sistemico, riflessione antropologica e dimensione spirituale incarnata, il testo affronta il mito della purezza della razza e le sue degenerazioni storiche, religiose e scientifiche, mostrando come razzismo e colonialismo affondino le radici nel dolore della separazione e nella paura dell’alterità.
La storia dell’Occidente viene riletta come una fuga dalla fisiologia della vita, dal corpo, dalla morte e dai cicli naturali, in favore di un’illusione di controllo che conduce alla disumanizzazione. Il Sud del mondo, e in particolare l’Africa, emergono come luoghi simbolici e reali in cui la vita si manifesta ancora nella sua forza originaria.
Entrando in tematiche scomode e spesso rimosse, il libro non offre soluzioni rassicuranti, ma invita a un atto di maturità: vedere ciò che è, assumersi la responsabilità della propria ombra e integrare le polarità. Solo attraversando il dolore della separazione diventa possibile aprire un cuore capace di includere.
Nasce nel 1973 a Pietermaritzburg, in Sudafrica, nel periodo dell’apartheid. Vive in Friuli, è madre di tre figli e sposata con Emanuele Portelli. È ideatrice del Metodo Jan – Rappresentazioni sistemiche a regolazione vagale, un approccio che consente di lavorare sulla memoria cellulare e sui blocchi legati a gestazione e nascita, intervenendo alla radice degli stati di allerta del sistema nervoso.
Nata a Udine nel 1988, si forma all’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” e nel 2017 consegue la laurea magistrale in Scienze dell’Architettura all’Università di Udine, con periodi di studio a Lubiana e a Rotterdam, dove collabora con lo studio d’arte Observatorium. Al termine degli studi riscopre la pittura e una connessione antica con la dimensione spirituale, che diventa il cuore della sua ricerca artistica. Oggi realizza dipinti e illustrazioni tenendo un occhio sul reale e uno sull’immaginario, per metterli al servizio della crescita e del risveglio creativo di chi guarda.
Le radici della separazione è un libro che mi ha accompagnato con coraggio a integrare la mia storia con il mio stato presente. Mi ha regalato informazioni concrete che, come spilli leggeri e necessari, hanno provocato la rottura delle bolle illusorie e fantasiose che avevo costruito nel tempo, riportandomi con i piedi per terra, nel qui e ora. Per me questo libro incarna pienamente l’insegnamento fondamentale: se non si accetta la realtà del passato non si può vedere il presente. Da qui sto riscoprendo Ubuntu, percependo come ogni cosa dentro di me si rifletta dal “micro” al “macro” e sentendo che la coscienza di questo tempo vuole mostrarmi quanto siamo uniti e collegati: «Il buio può farsi mezzo di Luce». Come l’autrice afferma nel testo, “l’interrelazione continua a richiamarci perché fa parte delle nostre radici e di come intimamente funzioniamo”. Per me questo libro è un ponte da attraversare per rimettersi in contatto con se stessi e con gli altri, con i propri tempi e per interrogare e nutrire la propria umanità.
È certamente un libro potente, apre tanti “cassetti” dentro di noi. Allarga l’orizzonte nella nostra visione del mondo, sia interiore che esteriore, e offre la la possibilità di soffermarci e di fare valutazioni da portare nel nostro vivere quotidiano. Quindi grazie per questa esposizione (oserei dire) coraggiosa!
Ci sono libri che si leggono e si rimettono in libreria. E ci sono libri che, una volta presi in mano, non li lasci più. Le radici della separazione è uno dei libri che ho divorato praticamente in una settimana. Un testo che ha lavorato dentro di me, attraverso gli esercizi proposti e attraverso l’autenticità, la semplicità e la profondità che porta. In questo momento storico, sento che c’è bisogno proprio di questo tipo di libri, di cibo per l’anima, che metta a posto dentro di me dei pezzi dimenticati. Grazie Janine per quello che porti nel mondo.
Cooperativa di counseling e casa editrice.
Un luogo dove la parola cura e la cura si fa parola.